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Come risparmiare tempo

Riflessi di Lydia

Alcune persone desiderano realizzare più di quanto sia effettivamente possibile e pensano che il tempo non sia mai abbastanza, o almeno così credono.

Una mia amica si lamenta, in ogni occasione, di arrivare a fine giornata, spegnere la luce sul comodino e provare una sottile sensazione di frustrazione, come se avesse corso a perdifiato per ore senza essere davvero arrivata da nessuna parte. Rilegge la lista delle cose da fare e si accorge che, nonostante la buona volontà, ci sono sempre spunte mancanti, scadenze rimandate e quella perenne impressione di aver rincorso le lancette dell'orologio senza mai riuscire ad afferrarle. Per molto tempo ho pensato che il problema fosse lei, la sua disorganizzazione o la sua incapacità di essere abbastanza efficiente in un mondo che richiede standard sempre più alti. Poi, ho iniziato a parlarne anche con altre amiche, accorgendomi di quanto questa sensazione sia in realtà un rumore di fondo comune, una trappola invisibile in cui cadono quasi tutti, convinti che basti accelerare il passo per risolvere il problema.


Le ventiquattro ore di una giornata spesso non bastano per portare a termine tutto ciò che abbiamo programmato. E non è un’impressione: molte persone vivono quotidianamente questa sensazione di corsa contro il tempo.


Le cause principali sono tre:

1. Il multitasking. Cercare di svolgere più attività contemporaneamente disorienta la mente e genera un costante sovraccarico mentale.


2. La mancanza di realismo consapevole. Spesso sottovalutiamo il tempo necessario per completare un compito e sopravvalutiamo le nostre energie.


3. Le distrazioni e i "rubatempo". Dedichiamo tempo a questioni o persone che non portano reale valore alla nostra giornata.

Il risultato? Scadenze che incombono, urgenze che non possono aspettare e priorità che si accavallano.


Ci sentiamo obbligati a fare sempre di più, spinti da quella vocina interiore che urla: «DEVO».


Ma esistono modi per alleggerire il carico fisico e mentale:

  • Ridurre le decisioni al mattino. Domande come «Cosa mi metto?» non dovrebbero richiedere più di cinque minuti.


  • Mantenere la casa ordinata. Ogni oggetto accumulato e inutilizzato, dai detersivi agli elettrodomestici, aumenta il carico mentale. Liberare spazio significa liberare la mente.


  • Semplificare la cucina e i prodotti di bellezza. Non serve una collezione infinita di creme, trucchi e utensili: poche cose ben scelte sono sufficienti. Curare la propria bellezza può diventare un rito semplice e gratificante: detergenza, idratazione e un sorriso spontaneo bastano.


Attenzione! Meno non significa spoglio o impersonale. Non dobbiamo privarci di ciò che ci rende felici, anche se non essenziale. La quantità deve seguire il buon senso.


Un’altra grande fonte di tempo perso? Gli schermi. Cellulare, tablet, computer, televisione: quanto tempo passiamo davanti a loro? La soluzione più efficace è limitare volontariamente i minuti dedicati a ciascun dispositivo, per recuperare ore preziose per noi stessi.


In sintesi, alleggerire il carico mentale significa fare scelte consapevoli: meno decisioni superflue, meno oggetti inutili, meno distrazioni digitali. Solo cin questo modo possiamo davvero sentirci padroni del nostro tempo, senza rincorrere costantemente l’infinito «DEVO» quotidiano.

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Il tempo che dedichiamo a chi amiamo, agli animali che ci accompagnano e alle scelte che facciamo nel mondo digitale è, in fondo, il racconto della nostra vita. Nel mio libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°" troverai un invito ad approfondire questo racconto.



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