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INTERVISTA

Interviste a Dott.ssa Lydia tra scrittura e consapevolezza 

Foto Intervista

Questa pagina raccoglie le interviste nel corso della mia lunga carriera di scrittrice sui miei libri, testi digitali, percorsi di consapevolezza, approccio all'evoluzione personale e alla scrittura. 

Dott.ssa Lydia, da dove nasce la Sua passione per la scrittura? Non sono sicura se si tratti di una vera e propria passione o semplicemente di una delle tante che ho coltivato nel tempo. So solamente che la scrittura mi ha sempre consentito di esprimere i miei pensieri su carta con una rapidità che le parole pronunciate a voce non riescono a eguagliare. Mia madre, una scrittrice e lettrice appassionata, mi ha trasmesso l'amore per la lettura, per i grandi classici e per gli autori di valore. La mia inclinazione per la scrittura ha preso forma sin da quando ho imparato a scrivere da bambina, e da quel momento è stato chiaro che non avrei mai abbandonato questa pratica.
Pubblica libri, scrive articoli, recensioni, racconti, poesie, sceneggiature, post. Come ci riesce? Per me scrivere è un processo facile e naturale. Mi considero una privilegiata, poiché amo profondamente ciò che faccio e mi sento onorata di avere un pubblico così fedele di lettori e lettrici. Tuttavia, sono consapevole che nulla è garantito. Ogni volta che scrivo, mi metto in gioco e non posso mai essere certa che ciò che condivido sarà apprezzato dal pubblico.
Si aspettava avrebbe avuto così tanto successo quando ha iniziato a scrivere? Non ho mai concepito il "successo" in termini di guadagni economici o di notorietà. Per me, il successo è rappresentato esclusivamente da ciò che è già accaduto, un passato che non mi consente di adagiarmi sugli allori. Non esiste una formula miracolosa valida per tutti per raggiungere i propri obiettivi. Scrivo perché mi piace e mi impegno con costanza, pur senza alcuna certezza, poiché considero la scrittura un mestiere da affrontare con serietà. Il mio scopo è quello di trasmettere attraverso le mie parole, i personaggi e le situazioni delle mie storie, i valori che mi sono stati insegnati. Questi valori sono condivisi da molte persone, ma non sempre li troviamo così frequentemente nella vita di tutti i giorni.
Scrivere per un pubblico così vasto Le ha cambiato la vita? No. Non potrei mai rinunciare alla scrittura. Non ho mai scritto esclusivamente per me stessa; che si tratti di una sola persona, dieci, cento o migliaia di lettori, la mia motivazione a condividere riflessioni, esperienze di vita, valutazioni e ragionamenti rimane invariata.
Le opinioni sul Suo lavoro da scrittrice sono cambiate nel tempo? I miei famigliari e i miei amici più stretti sanno che per me la scrittura, pur essendo un'opera intellettuale, rappresenta un vero e proprio artigianato. Essa è una fusione tra l'ispirazione artistica e la concretezza di un prodotto finito, che ambisco a realizzare con qualità e valore, da divulgare e promuovere, sia a titolo gratuito che a pagamento. Si tratta di un lavoro che richiede studio, ricerca, analisi, concentrazione, dedizione, tempo ed energie. Per molti, tuttavia, scrivere è visto come un semplice passatempo, talvolta addirittura come una perdita di tempo, e non come un vero e proprio lavoro. Quando affermo di essere una scrittrice, spesso non mi prendono sul serio, e la domanda che mi rivolgono è sempre la stessa: «Sì, ma, veramente, che lavoro fai?»
Come fa a scrivere contenuti così diversi, in più direzioni e su più fronti? L'ispirazione, l'idea e lo spunto emergono all'improvviso, e successivamente mi dedico a lavorarci per dare forma e significato a ciò che intendo pubblicare. Ogni testo rappresenta per me un'opportunità di immergermi in una nuova dimensione, di aprirmi a novità, di esplorare ambiti diversi e di interagire con persone che comunicano in modi differenti. Apprezzo il dibattito, il confronto e lo scambio di opinioni e punti di vista, che trovo sempre estremamente interessanti.
Da dove prende l'ispirazione, l'idea, lo spunto per ciò che scrive? Attingo alla vita di tutti i giorni, ai miei sogni, alla mia fervida immaginazione, ai miei voli pindarici, ma anche alla realtà, all'osservazione e all'ascolto. Nulla di ciò che la mia mente genera è definitivo. Ciò che potrebbe trasformarsi in un progetto testuale subisce continue metamorfosi, revisioni, correzioni e aggiustamenti, fino a raggiungere la forma che desidero. Quando rispondo alla domanda che mi pongo: «Cosa voglio comunicare con questa storia, articolo, libro o post?», allora mi diventa chiaro come strutturare il progetto e inizio a scrivere.
Ci sono elementi reali, biografici e autobiografici in ciò che scrive? A volte, e ciò dipende dall'intento dell'opera. Nel mio ultimo libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°", l'inserimento di frammenti della mia storia personale si è rivelato fondamentale per il messaggio che desideravo comunicare. È evidente che nei miei testi emergono "parti di me": la mia personalità, la mia mentalità, la mia cultura e i miei principi educativi, poiché sono io l'autrice. Inoltre, le persone, gli eventi, le notizie e le conversazioni costituiscono tutti elementi da cui attingo per creare la "traccia" su cui sviluppare una narrazione, arricchita da una buona dose di immaginazione.
Scrive pensando a un pubblico in particolare o non Le interessa? Dipende dalla destinazione del contenuto scritto, che gioca un ruolo cruciale; che si tratti di una sceneggiatura per un cortometraggio, un post per un social media, di un articolo per un sito web, di una rivista o di un blog con un pubblico ben definito, ogni formato richiede un approccio specifico. In generale, ciò che produco per i miei progetti, sia online che su carta, può suscitare apprezzamento o meno, il che porta a una selezione naturale tra coloro che fruiscono dei miei contenuti. Questo processo definisce un pubblico che oggi mi segue, ma che potrebbe non farlo più domani. Le persone sono estremamente volubili, influenzate dall'enorme varietà di altri contenuti, di qualità variabile, disponibili in rete.
Se dovesse quantificare, fornire un numero anche approssimativo, quanto ha venduto finora? All'inizio, scrivere ha comportato un investimento che si è rivelato una perdita economica. Tuttavia, non ho mai attribuito importanza ai numeri, sia per quanto riguarda i seguaci che i lettori, né per la mia produzione scritta o i guadagni, se ce n'erano. Non sono questi aspetti a determinare il valore di ciò che scrivo, quindi non saprei quantificarlo. I numeri devono sempre essere interpretati nel contesto di diversi elementi, epoche e situazioni.
Qual è il Suo stato d'animo quando scrive e prima della pubblicazione di un Suo scritto? Entusiasta, sempre. A differenza di molti altri scrittori che creano le loro opere migliori quando si sentono tristi o disillusi dalla vita, io scrivo quando sono di buon umore. Questo stato d'animo mi ispira a scrivere, e il processo stesso di scrittura mi fa sentire bene. È un circolo virtuoso.
Ricorda il complimento più bello che Le hanno rivolto per il Suo lavoro da scrittrice? Sono parecchi, in verità. Quelli che mi gratificano di più comprendono l’intento per cui scrivo: far riflettere. Quando qualcuno mi ringrazia per averlo spinto a farsi domande su un determinato argomento o sul senso della propria esistenza, allora sento di aver adempiuto alla mia missione.
Ha una preferenza di scrittura o un genere in particolare che sente più Suo? Per me, scrivere è sinonimo di libertà: la libertà di esprimermi, di essere, di comunicare, di trasmettere, di studiare, apprendere e conoscere. È un momento in cui stabilisco un rapporto esclusivo e totalizzante con la mia creazione, che riflette un determinato contesto, periodo, sentimento e desiderio. Mi concedo ampio spazio, a seconda di quanto mi senta a mio agio in una certa dimensione. Non potrei scrivere oggi con la stessa veemenza i racconti fantastici o i romanzi pubblicati più di vent'anni fa, così come non potrei ritrovare quell’enfasi per scrivere le poesie che hanno costellato la mia infanzia. Ogni fase della vita trova la sua voce, e ciò che non esprimevo ieri trova oggi le parole giuste nel mio nuovo libro di saggistica, "Vivere in piena consapevolezza a 360°", che sta vivendo il suo momento "magico". Ogni testo ha il suo tempo. Inoltre, essendo di natura eclettica, non ho mai voluto limitare il mio piacere di scrivere e leggere a un solo genere, né cedere alle mode del momento o piegarmi alle leggi del mercato editoriale.
Per coloro che non hanno ancora familiarità con il Suo Universo letterario, lo può definire? Non amo le definizioni e faccio sempre molta fatica a descrivere un solo "universo"; lascio che siano gli altri a farlo, come meglio desiderano. Non mi tocca. Mi piace la libertà che la scrittura mi offre, quindi la varietà, la fluidità e la contaminazione tra generi e registri. La ripetizione, la fossilità e l'abitudine mi annoiano, così i tentativi altrui di rendere tutto statico e definitivo; non mi pongo limiti, non escludo nulla a priori e non mi accontento. Esploro sempre nuovi orizzonti e, non sentendomi mai arrivata, ho ancora molto da scoprire, alla ricerca di nuove sfide intellettuali ed esperienze di scrittura. Il mio Universo è, quindi, un continuo divenire, con l'obiettivo di migliorarmi, che considero l'ultimo scopo della vita.
Quali sono, se ci sono, i Suoi rituali di scrittura o quali Le piacerebbe adottare? Semplice. Non ne ho. Se si può chiamare "rituale", mi piace stare nel mio studio, con la mia bella scrivania pulita e ordinata, in silenzio e solitudine. Non creo nel migliore dei modi in mezzo alla confusione e al frastuono.
C'è mai stato un personaggio di cui ha scritto in cui si è riconosciuta o immedesimata maggiormente? Scrivo per il puro piacere di scrivere e non per raccontare di me, a meno che non sia funzionale allo scopo dell'opera. "Diario di una vita consapevole" è la condivisione di ciò che penso e faccio, mentre il mio nuovo libro, "Vivere in piena consapevolezza a 360°", rappresenta la mia storia esperienziale di consapevolezza. Al di là di questo, il personaggio di Lucia nel mio primo romanzo, "Pane a colazione", riflette molto di me ai tempi in cui l'ho scritto. Per il resto, espongo mie considerazioni che non necessariamente corrispondono alle mie convinzioni. Lo scopo dei miei scritti è invitare ognuno a mettersi in gioco o in discussione, riflettere e agire per effettuare scelte consapevoli allineate ai propri valori.
Perché i viaggi sono importanti nella Sua vita e per il Suo lavoro di scrittura? Questa propensione per il sapere, lo studio, l'apprendimento e il viaggio, sia di fantasia che di persona, l’ho ereditata da mia madre, una donna di cuore, generosa e curiosa, dotata di un alto senso dell'umorismo, dell'ironia e dell'autoironia, pari solo alla sua grande levatura morale. Lei mi ha insegnato a interessarmi di ciò che avviene dentro e fuori di me, ad aprirmi a tutte le arti e culture, a non fossilizzarmi sulle mie posizioni e a meravigliarmi delle cose belle del mondo, sempre con gli occhi di bambina. Ho sempre viaggiato tanto, sin da neonata, e da allora non ho mai smesso, proprio per la mia continua voglia di stimoli e sete di conoscenza.
C'è un motivo per cui ha scelto di vivere in Italia e non all'estero? Ci sono località in giro per il mondo che mi hanno colpito sotto vari aspetti, ma il mio cuore batte per l'Italia, e sono fiera di vivere nel paese che considero il più bello e completo al mondo dal punto di vista paesaggistico, artistico e architettonico. Amando la bellezza e la buona cucina, non posso che adorare l'Italia. A volte, il mio modo di vedere le cose e di ragionare può sembrare "fuori dal coro" alle persone con cui entro in contatto ogni giorno, ma sento il dovere di contribuire a cambiare ciò che offusca, rovina e deturpa il Belpaese. Trovando le difficoltà molto arricchenti e le sfide stimolanti, prendo spunti anche da queste per scrivere i miei articoli, avvalendomi di uno spirito critico e di un acuto senso di osservazione.
Promuove sempre l'uso corretto della lingua italiana. Non Le piacciono le terminologie straniere? Il vocabolario della lingua italiana è già estremamente ricco. Prendiamo in prestito parole francesi, latine e di derivazione greca, ma non c'è alcuna ragione di ricorrere all'inglese per sostituire termini italiani che abbiamo già a disposizione, con tutte le loro sfumature di significato. È vero che è di tendenza tradurre tutto in inglese: professioni, modi di dire e parole di uso comune, ma se non è necessario, a che scopo utilizzarle? Essendo una persona consapevole, mi pongo questa domanda.
É vero che risponde sempre a tutti coloro che Le scrivono? Sì, magari non nell'immediatezza, ma rispondo sempre per una questione di cortesia e buona educazione. Anche a chi utilizza toni poco gentili o polemici, rispondo sempre in modo garbato. Dedico del tempo per ringraziare tutti coloro che hanno speso il loro prezioso tempo per scrivermi. Lo trovo doveroso nei loro confronti.
Libro Vivere in piena consapevolezza a 360° di Dott.ssa Lydia
Intervista al salotto Letterario Se scrivendo e Bookshow

Trascrizione dell’intervista di Dott.ssa Lydia all’interno del salotto letterario Se scrivendo - Bookshow con la conduttrice televisiva e presentatrice culturale Claudia Laganà sul libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°".

Intervistatrice: Con il nostro prossimo libro proviamo a dare una svolta decisiva alla nostra vita per vivere con una maggiore consapevolezza la nostra quotidianità e il nostro lavoro. Vi presentiamo “Vivere in piena consapevolezza a 360° - Conoscere, comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita” scritto da Dott.ssa Lydia e pubblicato dal gruppo Albatros Il Filo per la collana I saggi.
Dott.ssa Lydia, benvenuta.

Dott.ssa Lydia: Grazie, bentrovati e grazie per l'invito.

Intervistatrice: Grazie a te di essere qui con noi. Ecco, da dove nasce questo tuo progetto libro che condensa un po' quello che poi è il tuo progetto lavorativo?

Dott.ssa Lydia: Nasce dalla mia esperienza professionale e dal desiderio di aiutare le persone a identificare e definire prima di tutto la propria identità. Solo dopo questo passaggio è possibile trasferire in modo coerente la propria comunicazione e la propria presenza online, così come i contenuti web, nell’attività digitale.
Da qui è nata l’idea di farne un libro, raccogliendo temi che riguardano la vita quotidiana di ciascuno di noi: l’ambito personale, innanzitutto, perché è fondamentale conoscere sé stessi prima di rivolgersi all’esterno. Questo vale non solo per le relazioni con gli altri, ma anche per il rapporto con l’ambiente che ci circonda.
Affronto poi le relazioni famigliari, professionali e sociali: con parenti, colleghi, figli e persino con i nostri amici a quattro zampe, analizzandone anche l’impatto sul piano professionale. Mi soffermo in particolare sull’attività online, ma i concetti trattati possono essere applicati a qualsiasi ambito lavorativo e personale. Parlo anche di natura, di amore per gli animali e di “ecologia interiore”, cioè di tutto ciò che riguarda le emozioni che possono frenarci o danneggiarci.
Infine, tratto l’aspetto digitale, un ambito in continua evoluzione: come scrivo nel libro, ciò che è valido oggi potrebbe cambiare nel giro di pochi mesi con l’avanzare delle nuove tecnologie. Il mio vuole essere quindi un quadro generale, una guida introduttiva per orientarsi con maggiore consapevolezza.

Intervistatrice: A chi si rivolge maggiormente il tuo libro?

Dott.ssa Lydia: Si rivolge a tutti coloro che desiderano migliorarsi e far emergere la versione migliore di sé. È pensato principalmente per un pubblico adulto: uomini e donne, lavoratori e non lavoratori, genitori e non genitori, ma in generale per chiunque senta il bisogno di conoscersi più a fondo, porsi domande importanti e dare un significato più consapevole alla propria esistenza.

Intervistatrice: Qual è l'elemento che ti sembra più carente tra le persone che si approcciano a te per avere una consulenza?

Dott.ssa Lydia: La difficoltà maggiore che riscontro è la mancanza di autostima. Molte persone tendono a imitare l’influencer di successo o qualcuno che ritengono migliore per aspetto o capacità relazionali, invece di valorizzare le proprie potenzialità. Questo atteggiamento diventa un freno, perché se non si crede in sé stessi è difficile che gli altri possano credere nel nostro lavoro e nelle nostre competenze.

Intervistatrice: E qual è invece il primo passo verso il cambiamento e verso una più piena consapevolezza?

Dott.ssa Lydia: Il primo passo è prendere coscienza di chi siamo e di cosa vogliamo davvero. Nel libro parlo di tre pilastri fondamentali: conoscere, comprendere e migliorare, che sono anche il cuore del sottotitolo.
La conoscenza è il vero potere, soprattutto quando è rivolta a sé stessi. Il secondo passo è la comprensione, un livello più profondo e riflessivo che può essere raggiunto solo dopo aver acquisito una reale consapevolezza di sé.
Infine, c’è il miglioramento, che implica capire non solo cosa cambiare, ma anche perché farlo e come farlo.

Solo così è possibile apportare cambiamenti autentici, significativi e duraturi nella propria vita.

Intervistatrice: “Vivere in piena consapevolezza a 360° - Conoscere, comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita”, scritto da Dott.ssa Lydia e pubblicato dal gruppo Albatros Il filo per la collana I saggi.

Dott.ssa Lydia, grazie per essere stata con noi e per averci parlato del tuo libro.

Dott.ssa Lydia: Grazie a voi della redazione e a tutti coloro che ci hanno seguito.

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In questa intervista, racconto come il mio lavoro di consulente imprenditoriale digitale mi abbia portato a riconoscere un bisogno più profondo, comune a molte persone: prima ancora degli strumenti, serve chiarezza su identità, visione e motivazione. Da qui nasce il mio libro "Vivere in piena consapevolezza a 360º", un invito concreto a rimettere al centro la persona e a coltivare, con piccoli gesti quotidiani, una presenza più lucida nelle scelte, nel lavoro e nelle relazioni. Un dialogo che restituisce la consapevolezza come pratica continua. Non un cambiamento improvviso, ma un percorso fatto di ascolto di sé, responsabilità e coerenza, per diventare davvero “architetti” della propria vita.

Foto Intervista Voci di domani

Leggi la mia intervista rilasciata alla rivista letteraria "Voci di domani", nella categoria "Pagine d'attualità", della giornalista e responsabile direttrice Maria Laura Zazza.​

 

"Vivere con consapevolezza: intervista con Dott.ssa Lydia tra crescita personale e relazioni."

"Il libro della Dott.ssa Lydia offre strumenti per sviluppare la consapevolezza personale, analizzando diversi aspetti della vita come amore e…​

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Intervista al Salone Internazionale del Libro di Torino

Trascrizione dell’intervista di Dott.ssa Lydia all’interno del Salone Internazionale del libro di Torino con il curatore e responsabile editoriale Daniele De Prosperis sul libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°".

Intervistatore: Eccoci, siamo di nuovo qui per questa seconda giornata assieme, terza giornata della manifestazione Salone Internazionale Libro di Torino al secondo padiglione stand M145 del gruppo Albatros e di Europa Edizioni per questa lunga giornata. Lo sappiamo il sabato è sempre la giornata più frequentata, quindi avremo tanti, tanti autori, tante storie che verranno qui ad allietare nostra giornata assieme. E dato che sono in tanti quelli che già aspettano il dialogo con me, chiedo al primo autore di avvicinarsi. 

Bentrovata, Dott.ssa Lydia, "Vivere in piena consapevolezza a 360° - Conoscere, comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita". Albatros Il filo.

Ti sei data un compito molto impegnativo in questo libro, molto impegnativo. 

Sembra essere un testo fondamentale per cambiare da così a così, ma dobbiamo proprio cambiare così tanto nella nostra vita?

 

Dott.ssa Lydia: No, non è obbligatorio. Questo libro nasce proprio per le persone che vogliono migliorarsi, poi se vogliono cambiare radicalmente, è una loro volontà. Comunque, è importante essere prima consapevoli di ciò che ci può piacere, cosa non ci può servire e poi decidere man mano, strada facendo, che cosa cambiare.

Intervistatore: E tu porti questo saggio dove la parola chiave, ed è anche nella copertina, è consapevolezza. Perché si parte dalla consapevolezza? Consapevolezza di cosa?

 

Dott.ssa Lydia: Consapevolezza, prima di tutto, di sé stessi. Se una persona non sa cosa vuole nella vita e non sa chi è, rischia di lasciarsi trasportare dalla massa o dalla corrente di pensiero predominante. In questo modo, può finire per vivere una vita che non le appartiene e che non è allineata ai propri valori.

Intervistatore: Questo è un libro che rientra in un progetto più ampio, perché tu hai fatto scrittura anche ad altri livelli, hai un periodo di formazione. Ecco, forse quello che tu fai non è ancora conosciuto al grande pubblico, perché, diciamo così, fa parte di quella nuova evoluzione del coaching, se così lo possiamo chiamare, che molti ancora non conoscono. Ci aiuti a capire praticamente cosa fai e come questo libro ne è in qualche modo la sintesi?

 

Dott.ssa Lydia: Sì. Io nasco come scrittrice di racconti fantasy. Ho scritto anche romanzi, poi sono approdata alla scrittura visiva, quindi alle sceneggiature, lavorando per il cinema. Successivamente mi sono avvicinata alle professioni digitali come consulente imprenditoriale digitale, ed è proprio lì che è nata l’idea di scrivere questo libro.
Molti clienti si rivolgevano a me per costruire la propria identità online e avviare un’attività digitale senza, però, conoscere davvero sé stessi, né cosa potessero offrire di diverso rispetto agli altri. Spesso tendevano a imitare l’influencer di turno, senza considerare la propria storia, il proprio percorso e ciò che li rendeva unici.

 

Intervistatore: Questo diventa importante perché la società cambia, cambia l'ordine della nostra giornata, i nostri obiettivi, però sembra che ci sia qualcosa che non cambia mai, cioè la cura di sé e la cura della propria anima. Forse, noi abbiamo mancato troppo nella cura della nostra professione e abbiamo dimenticato la cura della nostra anima.

 

Dott.ssa Lydia: Non solo. Anche la cura dell’aspetto è importantissima, l’esteriorità; ma se non ti conosci da dentro, nel profondo, non puoi comunicare chi sei agli altri.
La prima cosa da fare è imparare ad amare sé stessi e a conoscersi bene, e solo dopo valutare cosa si vuole comunicare di sé agli altri. Nel lavoro è un po’ la stessa cosa: tantissime persone svolgono un’attività che non piace loro, ma che sono costrette a fare, per motivi legati alle aspettative dei genitori, all’orgoglio o all’ego, più che alla vocazione o alla passione. Molti si perdono proprio in questi frangenti, ed è per questo che è importante recuperare anche la consapevolezza professionale.
Infatti, nel mio libro c’è una parte dedicata esclusivamente alla consapevolezza professionale, proprio per ripartire da sé e poi poter dare, eventualmente, il proprio contributo alla società attraverso il lavoro che si svolge.

 

Intervistatore: Mi sembra un fatto secondario, perché è importante trovare la propria vocazione, impegnarsi nella propria vocazione e, soprattutto, continuare nonostante gli impegni che ci circondano. Chiedo un commento sul tema della vocazione.

 

Dott.ssa Lydia: Allora, la vocazione ci può essere oppure no, perché io parlo anche di me in questo libro: porto la mia esperienza di consapevolezza nella vita di tutti i giorni in vari ambiti, da quello personale e relazionale a quello professionale, ambientale e digitale, perché sono una persona eclettica e poliedrica, per cui non ho una vocazione unica.
Tante persone, invece, hanno una vocazione precisa che, per un motivo o per un altro, tralasciano oppure dimenticano per dedicarsi ad altro che non è in linea con ciò che vorrebbero davvero fare. Conosco molte persone, per esempio artiste, che per vivere sono costrette a svolgere anche altri lavori, ma questo non significa rinunciare al proprio sogno.
Per questo, nel libro affronto anche questo aspetto: sì, puoi fare un lavoro che non ti piace, ma senza dimenticare ciò che ti appassiona e che potrebbe anche diventare una professione, se solo si provasse a metterlo in pratica.

Intervistatore: Interessantissimo, hai citato le cinque parti di questo libro. Vuol dire che ce n'è una più importante delle altre o necessariamente dobbiamo portare avanti tutti ossia per raggiungere la vera conoscenza?

 

Dott.ssa Lydia: Molti acquistano il libro perché sono interessati proprio a una parte specifica.

Principalmente la parte sull’anima gemella e relazioni. Dipende da cosa una persona sta cercando e da cosa sente di avere più bisogno o più carente. Se, ad esempio, si percepisce una difficoltà nell’ambito relazionale, questo libro può offrire uno spunto di riflessione in più. Questo non esclude che possa risultare utile anche per tutte le altre sezioni del libro.

Intervistatore: "Vivere in piena consapevolezza a 360° - Comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita" di Dott.ssa Lydia.

Grazie Dott.ssa Lydia e buon Salone.

Dott.ssa Lydia: Grazie, altrettanto a te.

Se vuoi approfondire il contenuto del nuovo libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°", comprenderne meglio l’approccio e scoprire come leggerlo e applicarlo nella vita quotidiana, è disponibile una sezione dedicata alle Domande e Risposte (D&R o FAQ).

In questa pagina troverai chiarimenti sui temi trattati, sulla struttura del libro, sul tipo di lettore a cui è rivolto e sulle modalità più efficaci per trarne beneficio.

NUOVO LIBRO!!!

​Se ti interessa il tema della consapevolezza personale, relazionale, professionale, ambientale e digitale, non puoi perderti il nuovo libro "Vivere in piena consapevolezza a 360° - Conoscere, comprendere e migliorare per cambiare intelligentemente la propria vita".​

Copertina libro "Vivere in piena consapevolezza a 360°" di Dott.ssa Lydia

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